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Nel panorama dei trattamenti di medicina estetica, il Protocollo PRX rappresenta un’opzione per il miglioramento della qualità cutanea. È fondamentale che ogni paziente riceva informazioni chiare e scientificamente corrette. Con l’obiettivo di fare chiarezza su questa metodica, la Dott.ssa Valentina Castagna descrive il protocollo PRX, dalla sua azione biostimolante al percorso terapeutico consigliato.

1. Che cos’è il Protocollo PRX?

Il Protocollo PRX è una tecnica di applicazione topica di specifiche sostanze ad azione biostimolante. Si configura come un atto medico volto a sostenere i fisiologici processi di riparazione e rigenerazione del tessuto cutaneo.

2. Quali sono gli obiettivi del trattamento?

L’applicazione del protocollo, in un contesto medico appropriato, mira a un miglioramento globale delle caratteristiche e della qualità della pelle. Questo approccio agisce sostenendo i fisiologici processi di rigenerazione cutanea, con l’obiettivo di ottenere risultati visibili e tangibili.

Gli effetti ricercati possono includere:

  • Un incremento dell’elasticità e della tonicità cutanea, per contrastare il cedimento tessutale e restituire un aspetto più sostenuto e giovanile al profilo.

  • Una migliore omogeneità dell’incarnato, attenuando discromie, opacità e rossori diffusi per una luminosità più uniforme e naturale.

  • Una texture più levigata e raffinata, riducendo la visibilità dei pori dilatati e delle micro-rugosità superficiali.

  • Un miglioramento dell’idratazione e della compattezza generale della pelle, che risulta quindi più liscia al tatto e più resistente agli stress esterni.

L’obiettivo finale del trattamento è quindi una pelle che appare visibilmente più sana, compatta e rigenerata nella sua struttura complessiva.

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3. Qual è il razionale scientifico?

Il protocollo prevede l’applicazione topica di una formulazione a base di acido tricloroacetico (TCA), acido kojico e acido fitico. La metodica di applicazione, eseguita dal Medico, è concepita per favorire una azione a livello dermico, stimolando i fibroblasti, le cellule deputate alla produzione di collagene, elastina e acido ialuronico endogeno. L’effetto desiderato è quindi di tipo biostimolante, volto a sostenere la fisiologia cutanea.

4. Il PRX prevede iniezioni o aghi?

No. Il Protocollo PRX si basa su un’applicazione topica eseguita manualmente sulla pelle integra, senza utilizzo di aghi o siringhe. Questo aspetto può influire sulla tollerabilità della procedura da parte del paziente.

5. Le sostanze utilizzate vengono assorbite?

Le sostanze attive della formulazione svolgono la loro azione a livello cutaneo. Non si tratta di sostanze da “riempimento” che permangono a lungo nei tessuti. Il loro ruolo è quello di innescare una risposta biologica locale, secondo i principi della biostimolazione.

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6. Quali sono le considerazioni su sicurezza e idoneità?

Come per qualsiasi atto medico, la sicurezza è prioritaria. Il profilo di sicurezza del Protocollo PRX è differente da quello di trattamenti che prevedono iniezioni, come quelli a base di tossina botulinica o filler dermici, poiché non implica l’introduzione di sostanze all’interno del tessuto tramite aghi o cannule. La procedura si basa su un’applicazione topica manuale.

Ciò si traduce in un rischio sensibilmente ridotto di eventi avversi tipicamente associati alle tecniche iniettive, quali ematomi, edema marcato, rischio infettivo da puntura, lesioni vascolari o asimmetrie legate al posizionamento del prodotto. Essendo un trattamento non invasivo, non esistono i rischi, seppur rari, di occlusione vascolare associati ai filler.

Tuttavia, come ogni procedura medica, presenta le sue controindicazioni e possibili effetti temporanei. È controindicato in presenza di: gravidanza e allattamento, allergie note ai componenti, infezioni o lesioni cutanee in atto nella zona da trattare, patologie sistemiche non compensate o storia di cheloidi.

Cosa può succedere nel peggiore dei casi?
Data la natura topica e non iniettiva del trattamento, le reazioni avverse più significative sono generalmente di tipo cutaneo locale e transitorio. Oltre a un eritema e una sensazione di tensione tipici e attesi, in casi meno comuni e solitamente legati a una risposta individuale accentuata o a errori tecnici, si può osservare un’irritazione cutanea più intensa, una desquamazione marcata o, in situazioni estremamente rare, un’alterazione della pigmentazione (iper- o ipopigmentazione) nella zona trattata. Quest’ultima evenienza è più probabile in caso di esposizione solare non protetta durante il ciclo di trattamento.

La Dott.ssa Castagna sottolinea che la valutazione preliminare del paziente è essenziale per determinare l’idoneità al trattamento, escludere controindicazioni e minimizzare qualsiasi rischio. La corretta esecuzione della tecnica da parte di un medico esperto è il fattore determinante per la sicurezza e l’efficacia del protocollo.

7. Qual è il percorso terapeutico consigliato?

La pianificazione del trattamento è strettamente personalizzata. In linea generale, possono essere proposti cicli di applicazioni a cadenza definita. Il numero di sedute e la frequenza vengono stabiliti esclusivamente durante la visita medica, in base alle condizioni cutanee individuali e agli obiettivi concordati. Non esistono “pacchetti” preconfezionati, ma piani terapeutici dedicati.

8. A chi può essere proposto?

La valutazione per l’eventuale indicazione al protocollo può essere presa in considerazione per pazienti che presentano un fisiologico decadimento della qualità cutanea, come perdita di tono ed elasticità, o texture cutanea irregolare. L’idoneità viene accertata esclusivamente in sede di consulto medico.

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9. Cosa aspettarsi dopo il trattamento?

La procedura è generalmente ben tollerata. Possono manifestarsi arrossamento e una sensazione di tensione cutanea transitori, che si risolvono nell’arco di poche ore. È fondamentale l’utilizzo di protezione solare adeguata nella fase successiva al trattamento.

10. Come procedere per una valutazione?

Il primo passo è una visita medica in medicina estetica presso Studi Odontoiatrici WHITE. Durante il consulto, la Dott.ssa Valentina Castagna valuta lo stato cutaneo e le caratteristiche individuali del paziente, approfondendo le esigenze espresse e illustrando, in modo completo e comprensibile, i trattamenti di medicina estetica disponibili presso Studi Odontoiatrici WHITE, tra cui biostimolazione, tossina botulinica, peeling, filler labbra e rimodellamento del profilo mandibolare (jawline).
Nel corso della visita vengono spiegati le modalità di esecuzione, i possibili benefici, le alternative terapeutiche e le eventuali controindicazioni, al fine di giungere a una scelta consapevole e a un consenso informato condiviso.

La Dott.ssa Valentina Castagna riceve previo appuntamento per consulti di medicina estetica presso Studi Odontoiatrici WHITE.

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